Foggia, 31 maggio 2025 – Un Trionfo di Speranza, Amore e Redenzione

Sabato scorso, Foggia è stata teatro di un evento straordinario: un musical dedicato alla storia senza tempo de La Bella e la Bestia, messo in scena con passione e talento dai giovani della casa famiglia “CasaGio” e dell’oratorio del Sacro Cuore. Accompagnati da educatori impegnati e carismatici, i ragazzi hanno regalato al pubblico uno spettacolo che ha saputo unire arte, educazione e impegno sociale in un abbraccio emozionante e coinvolgente.
Un Musical Ispirato a Temi Profondi
Il musical ha preso ispirazione dalla Strenna 2025 del Rettor Maggiore dei Salesiani, dal titolo “Ancorati alla speranza, pellegrini con i giovani”. Questa tematica ha offerto un palcoscenico ideale per esplorare grandi valori come la trasformazione personale, l’amore vero, il perdono e la redenzione. Attraverso la narrazione della celebre storia de La Bella e la Bestia, lo spettacolo ha evidenziato come la bellezza risieda non nell’apparenza, ma nella capacità di vedere e far vedere il potenziale umano, anche nelle situazioni più difficili.
Un Esempio Concreto della Visione Salesiana
Il progetto si pone come esempio concreto della visione salesiana dell’educazione: un atto di giustizia sociale che non solo crea futuro, ma restituisce dignità e rafforza il tessuto comunitario. Le parole del Rettor Maggiore, intrise di speranza e impegno, hanno trovato eco nelle performance dei giovani, capaci di interpretare con delicatezza e intensità ogni sfumatura della storia, trasformando il palcoscenico in un luogo di condivisione e crescita reciproca.
Un Incontro di Talenti e Solidarietà
La partecipazione al musical è stata straordinaria: il tutto ha registrato un sold out che ha confermato l’interesse e il sostegno della cittadinanza verso iniziative volte a valorizzare il talento giovanile e a promuovere l’inclusione sociale. Il finale, ad acclamazioni in piedi, ha rappresentato non solo la chiusura di una serata di grande emozione, ma anche l’inizio di un percorso che guarda al futuro con rinnovata fiducia e determinazione.
Il ricavato dello spettacolo è stato devoluto ai ragazzi della casa famiglia “CasaGio”, una delle dieci realtà dell’Associazione Piccoli Passi Grandi Sogni, offrendo così un ulteriore contributo concreto al sostegno e alla crescita di giovani in situazioni di fragilità.
Il musical è stato un esempio tangibile della visione educativa salesiana, che pone al centro la persona, in particolare i giovani più fragili. Un’educazione che non si limita a istruire, ma che accompagna, sostiene e trasforma. Come la Bestia che, grazie all’amore sincero, torna a essere uomo, anche i ragazzi hanno trovato in questo progetto un’occasione per riscattarsi, per sentirsi protagonisti, per sognare in grande.
In un tempo segnato spesso da sfiducia e frammentazione, La Bella e la Bestia dei ragazzi di CasaGio è diventata una risposta potente e luminosa: un inno alla speranza e alla possibilità di cambiamento, per tutti.










Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
