La nostra storia
Nel mese di Luglio 2007, i Salesiani presenti nelle comunità del golfo di Napoli impegnati con i minori a rischio, hanno dato vita, nel rispetto del codice civile e della L 383/2000, all’associazione “Piccoli passi grandi sogni Aps” con sede legale in Torre Annunziata (Na), alla Via Margherita di Savoia n. 22.
L’azione dell’associazione s’ispira a principi educativi che traggono origine dall’opera e dal pensiero di Giovanni Bosco, sacerdote torinese della metà del 1800, che spese la sua vita a favore dei giovani poveri. Su questa scia tracciata da don Bosco, l’associazione si muove per rispondere alle nuove povertà di oggi, trovando risposte adeguate ai giovani in difficoltà. In particolare si rivolge a minori in stato di abbandono o disagio familiare dovuto essenzialmente a situazioni problematiche della famiglia di origine.

Fondazione dell’associazione
Si avvia la gestione delle comunità alloggio “Mamma Matilde” (già aperta nel 2004) e “Il Sogno” (già aperta nel 2006)

Si avvia, per alcuni anni, il servizio di assistenza e vigilanza per i minori dell’area penale ospiti della “Comunità Pubblica per Minori don Peppino Diana” annessa al CPA di Napoli, con sede presso il Tribunale dei minorenni di Napoli

Nasce la comunità alloggio “Casa Pinardi” a Caserta (CE)

Nasce la comunità educativa “Domenico Savio” a Corigliano D’Otranto (LE)

Apertura della comunità educativa “16 Agosto” a Bari (BA). Attivazione del servizio CAF-CAP (Centro Ascolto Famiglie e Centro Polivalente per minori) presso il Comune di Bari

Si avvia il Servizio di Educativa Territoriale “Emera”, Ambito N30 a Napoli. Apertura della comunità alloggio “Peppino Brancati” a Torre Annunziata (NA) e della comunità educativa “Francesco Convertini”a Cisternino (BR)

Nasce il centro diurno “Casa Valdocco” a Torre Annunziata (NA). Inaugurazione del Laboratorio di Pizzeria “Mani in Pasta” a Torre Annunziata (NA)

Nasce la comunità alloggio “Casagio” a Foggia (FG)

Attivazione del servizio integrato per minori e famiglie “Centro servizi per le famiglie” nel quartiere Libertà di Bari (BA)
La nostra mission
Assistenza sociale e socio sanitaria
Gestire servizi sociali, socio-sanitari ed educativi con particolare attenzione ai servizi ai minori
Beneficenza
Stampa e diffusione di pubblicazioni periodiche e libri per la promozione della cultura dell’infanzia e dell’adolescenza
Istruzione
Promuovere la cultura dell’infanzia e dell’adolescenza
Formazione
Formare operatori sociali, insegnanti di scuole su tematiche relative all’educazione
Sport dilettantistico
Promuovere lo sviluppo integrale della persona umana
Tutela dei diritti civili
Promuovere i diritti dell’infanzia sanciti dall’ONU

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
