Casa Valdocco
L’Associazione “Piccoli passi grandi sogni – Onlus” gestisce un centro per minori per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica.
A Valdocco, quartiere periferico di Torino, due stanze e una tettoia: all’inizio non c’era altro. Eppure questo è il luogo in cui il sogno di don Bosco ha preso vita. Agli inizi del marzo 1846 don Bosco affitta un prato, di proprietà dei fratelli Filippi, per raccogliere i suoi ragazzi che si fanno sempre più numerosi: lì potranno giocare, studiare, incontrarsi senza paura di disturbare i vicini o essere sfrattati. Illusione: in 15 giorni invece il luogo dovrà essere sgombrato, perché i ragazzi “calpestando ripetutamente il nostro prato faranno perdere fino alla radice dell’erba”. Don Bosco è scoraggiato…“Mio Dio, esclamai, perché non mi fate palese il luogo in cui volete che io raccolga questi fanciulli?Ditemi quel che debbo fare!”. E Dio gli indica il luogo e cosa dovrà fare: gli viene proposto l’acquisto della tettoia del signor Pinardi, nel quartiere Valdocco. “Troppo bassa, non mi serve”. Ma nel giro di pochi giorni viene trasformata in un luogo capace di accogliere i ragazzi dell’oratorio per farli studiare, pregare e insegnargli un mestiere.
I Salesiani di Torre Annunziata, sulla scia di don Bosco, danno vita alla “Casa Valdocco” del nostro
territorio, un Centro Diurno Polifunzionale che completa l’offerta educativa già presente con
l’Oratorio e le Comunità per Minori.

Denominazione: Centro Diurno “Casa Valdocco”
Indirizzo: Via Margherita di Savoia, 22
Comune: Torre Annunziata (Na)
Ente gestore: Associazione “Piccoli Passi Grandi Sogni Aps”
Codice Fiscale: 90061050630
Responsabile centro diurno: Gennaro Balzano 393 98 08 435
Referente centro diurno: Anna Scognamiglio 3294845677
Settore amministrativo: Valentina Cerullo 081 862 41 38 [martedì e venerdì dalle 9.00 alle 15.00]
Segreteria: Vincenzo De Carluccio 081 862 41 38 [ Lunedì – Sabato dalle 9.00 alle 13.00]
Tel/fax: 081 8624138
E-mail: casavaldoccotorre@piccolipassigrandisogni.it
Pec: apspiccolipassi@pec.it
Ubicazione: Urbana-centrale
Collegamenti: 250 mt casello autostrada A3 Torre Annunziata Sud – 400 mt stazione circumvesuviana di Torre Annunziata/Oplonti
Carta dei servizi
Autorizzazione: Ambito N30, Decreto Dirigenziale n°9 del 01-07-2019
Accreditamento: Ambito N30, Decreto Dirigenziale n°10 del 02-07-2019

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
