Mamma Matilde – TORRE ANNUNZIATA
Nel giugno del 1997 tre madri di Torre Annunziata denunciarono una banda di pedofili che abusava dei loro figli. L’inchiesta coinvolse una scuola elementare e diciannove persone furono incriminate. A sette anni da quell’atto di coraggio una di loro fu uccisa. Matilde Sorrentino, venerdì 26 marzo 2004, alle otto e venti di sera, apre la porta pensando che fosse il figlio di ritorno a casa. C’era invece qualcuno armato di pistola.
8 dicembre 2004: i Salesiani di Torre Annunziata inaugurano la Comunità Alloggio intitolandola
“Mamma Matilde”.
La Comunità, ubicata in Torre Annunziata, è stata inaugurata l’8 dicembre 2004. Essa è situata all’interno di un complesso più ampio, in via Margherita di Savoia n.22, dove sono allocati, oltre alla Comunità Educativa, anche l’Oratorio-Centro Giovanile (con campi da gioco e teatro), l’appartamento dei salesiani e la sede del Giudice di Pace. Dispone di ampi spazi per lo svolgimento di attività ricreative e sportive.
La struttura può ospitare massimo 8 minori, di età compresa tra 13 e i 18 anni, di sesso maschile. La permanenza degli ospiti può essere estesa fino al compimento del 21° anno di età limitatamente ai casi per i quali si rende necessario il completamento del percorso educativo e di recupero.
La comunità alloggio può ospitare inoltre minori sottoposti alle misure di cui al DPR 448/88 nei limiti del quaranta per cento della ricettività massima.
Denominazione: Comunità Alloggio “Mamma Matilde”
Indirizzo: Via Margherita di Savoia, 22
Comune: Torre Annunziata (NA)
Ente titolare: Istituto Salesiano “Sacro Cuore”
Ente gestore: Associazione “Piccoli Passi Grandi Sogni Aps”
Codice Fiscale: 90061050630
Responsabile comunità alloggio: Generoso Papino – 3898579248
Responsabile servizi residenziali: Don Antonio Carbone – 3315378747
Settore amministrativo: Valentina Cerullo 0818624138 – martedì e venerdì dalle 9.00 alle 15.00
Tel/Fax: 0818624138
E-mail: mammamatilde@piccolipassigrandisogni.it
Pec: casamammamatilde@pec.it
Ubicazione: Urbana-centrale
Collegamenti: Casello Autostrada A3 Torre Annunziata Scavi, 250m – Stazione Circumvesuviana di Torre Annunziata Oplonti, 400m
Carta dei servizi: rev. 2024
Autorizzazione: Ambito N30, Decreto Dirigenziale n°31 del 04/06/2015
Accreditamento: Ambito N30, Decreto Dirigenziale n°32 del 04/06/2015










Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
