Domenico Savio – CORIGLIANO D’OTRANTO
Domenico, ancora ragazzo, decise quale sarebbe stato il suo progetto di vita: vivere da buon cristiano. In questo fu decisivo l’incontro con don Bosco nel 1854, che decise di farne un suo allievo nell’oratorio di Valdocco, a Torino. A Domenico, che gli chiese di aiutarlo a farsi santo, don Bosco rispose con “la ricetta della santità’”: Essere Allegri, Impegnarsi nello Studio e Fare del Bene. Da quel momento la sua esistenza fu piena d’amore e carità verso il prossimo, cercando in ogni occasione di dare il buon esempio. Morto a 14 anni, è stato il primo ragazzo santo dell’oratorio di don Bosco.
Ancora oggi la comunità educativa per minori “Domenico Savio”, inaugurata il 29 gennaio 2012 dai Salesiani di Corigliano d’Otranto (LE), continua la sua missione, con lo stesso spirito di don Bosco: “L’educazione è cosa di cuore”, in un contesto sociale e territoriale idoneo e servito da tutte le agenzie necessarie, a livello sanitario, ricreativo, scolastico e sportivo con la presenza di una parrocchia che svolge molteplici attività socio-culturali-ricreative e religiose.
Inoltre gode della presenza di un oratorio salesiano e di un’associazione sportiva (Polisportiva Giovanile Salesiana . P.G.S. Don Bosco) comunicanti e interagenti con la comunità. L’Oratorio con il suo ambiente vivace e ricco di iniziative offre varie opportunità ai bambini ed ai ragazzi come attività sportive (campo di calcio, di basket) o musicali (corsi di chitarra e batteria, laboratorio di informatica, falegnameria, elettricisti) più in generale momenti di svago, divertimento e conoscenza dei pari attraverso la frequenza dell’ Oratorio Centro Giovanile stesso.
Denominazione: Comunità Educativa “Domenico Savio”
Indirizzo: Via Don Bosco, 38
Comune: Corigliano d’Otranto (LE)
Ente titolare: Oratorio San Francesco di Sales – Istituto Salesiano N. Comi
Ente gestore: Associazione “Piccoli Passi Grandi Sogni Aps”
Codice Fiscale: 90061050630
Responsabile comunità alloggio: Ada Fonseca – 3403377311
Responsabile servizi residenziali: Don Antonio Carbone – 3315378747
Settore amministrativo: Valentina Cerullo 0818624138 – martedì e venerdì dalle 9.00 alle 15.00
Tel/Fax: 0836320383
E-mail: domenicosavio@piccolipassigrandisogni.it
Pec: casadomenicosavio@pec.it
Ubicazione: centrale
Collegamenti: Stazione Ferrovie dello Stato, 300m
Carta dei servizi
Autorizzazione al funzionamento: DETERMINAZIONE nr. 65 del 05/02/2018
Iscrizione al Registro delle Strutture e dei Servizi Autorizzati Regione Puglia: Determinazione nr. 157 del 26/02/2018











Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
