L’associazione promuove la partecipazione di volontari e volontarie alle proprie attività, considerando fondamentale il loro apporto operativo e relazionale. I volontari che prestano il loro servizio per l’associazione sono tutti regolarmente iscritti nel registro dei volontari (ai sensi dell’articolo 17 del Codice Terzo Settore).
“La promozione del volontariato sociale nei diversi ambiti della missione e della gestione locale è un contributo allo sviluppo sostenibile, integrandosi nella Comunità Educativo Pastorale e nei gruppi di lavoro secondo i loro profili e secondo il tempo che hanno a disposizione e che mettono al servizio dell’opera. Sono molteplici le esperienze che dimostrano che questa espressione del volontariato si inserisce nel profondo del carisma salesiano, poiché integra le persone – amiche dell’opera di Don Bosco – in un movimento di diversità culturale, religiosa e professionale. A tutti loro, quindi, si aprono le porte per contribuire con le proprie conoscenze e competenze, aumentando la cultura della solidarietà.”
(Opere e servizi per giovani in situazione di vulnerabilità ed esclusione – Settore di Pastorale Giovanile Salesiana)
Il progetto interno relativo ai volontari ha i seguenti obiettivi:
- coinvolgere nuovi volontari e volontarie;
- accoglierli e accompagnarli nell’inserimento nell’organizzazione;
- formarli;
- coordinare le attività dei volontari, in sinergia con le altre aree;
- favorire azioni di cura e fidelizzazione di volontari e volontarie;
- aumentare il senso di appartenenza e responsabilità.
Possono aderire all’associazione le persone che condividono le finalità della stessa e che partecipano alle attività dell’associazione con la loro opera, con le loro competenze e conoscenze.
I volontari sono persone fisiche che condividono le finalità dell’Associazione e che, per libera scelta, prestano la propria attività tramite essa in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti ed esclusivamente per fini di solidarietà
Diventanta volontario compilando l’apposita modulistica:
CLICCA QUI PER SCARICARE LA DOMANDA E INVIALA FIRMATA A:
comunicazione@piccolipassigrandisogni.it oppure ad apspiccolipassi@pec.it


Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
