Educativa Territoriale “Progetto Emera” – Ambito N30
Il servizio di Educativa Territoriale ha come destinatari i minori di età compresa fra i 6 e i 17 anni, per i quali vengono elaborati progetti individuali di socializzazione, orientati all’acquisizione dell’autonomia e alla prevenzione psicosociale del disagio.
Tali progetti prevedono fra le proprie finalità anche quella dell’attivazione delle risorse esistenti sul territorio e di interventi mirati a valorizzare il contesto territoriale e il ruolo della comunità locale.
Gli ambiti di intervento dell’attività educativa territoriale si riferiscono alla famiglia, alla scuola, al tempo libero.
Il progetto è rivolto ad offrire un’opportunità di emergenza dal disagio sociale ed attivare interventi di tutela finalizzati alla gestione e, ove possibile, alla soluzione del disagio relazionale, offrendo ai minori del territorio in condizioni di disagio opportunità di socializzazione e di aggregazione. Le attività previste sono:
1. percorsi educativi di sostegno scolastico, con attività di gruppo e azioni frontali;
2. laboratori di animazione e di socializzazione;
3. servizio di ascolto delle famiglie e servizio di ascolto scolastico;
4. attività di consulenza e supporto psicologico;
5. collaborazione con la rete dei servizi scolastici e sociali.
In via sperimentale, dedicato prioritariamente ai minori che vanno dai 15 ai 17 anni, è quello di definire, attraverso progetti personalizzati di intervento ed attraverso la rete dei servizi pubblici e privati, la conoscenza delle risorse lavorative presenti nel territorio, compresi i lavori stagionali, in funzione di un futuro inserimento lavorativo, individuando nel contempo le capacità dei soggetti e le eventuali problematiche di adattamento all’ambiente lavorativo, attraverso l’affiancamento dei ragazzi sul luogo di lavoro stesso.
Il perseguimento di tale obiettivo si articolerà attraverso percorsi di formazione teorica e/o con attività di apprendistato presso laboratori artigianali di arti e mestieri tipici del territorio (panificazione, arte bianca, falegnameria, ecc.), al termine dei quali saranno rilasciati ai minori coinvolti nel progetto attestati di frequenza. Il numero dei ragazzi coinvolti sarà condiviso con l’Ufficio di Piano e con i servizi sociali comunali.
La fascia di età 15-17 anni costituirà un unico gruppo di Ambito N30 per il quale sarà definito un unico progetto finalizzato alla realizzazione di tirocini di formazione. A tal fine vanno attivati percorsi di collaborazione con la rete delle imprese locali e attività di animazione formativa integrative.
Il territorio considerato ai fini della realizzazione del progetto è quello di Ambito N30.
Destinatari
Il progetto vede come destinatari bambini/ragazzi di età compresa tra i 6 e i 17 anni per un massimo di 150 unità, residenti nei comuni dell’Ambito Territoriale N30: Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase.
Sedi e giorni delle attività
Le attività si svolgono sette giorni a settimana per tre ore al giorno. In ciascuno dei 4 Comuni dell’Ambito Sociale N30 (Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase)è attivato un polo di educativa territoriale.
Contatti
Email: emera@piccolipassigrandisogni.it
Telefono: 0818624138 int. 7














Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
