Anche quest’estate i ragazzi delle Comunità Alloggio “Mamma Matilde” e “Peppino Brancati” dei salesiani di Torre Annunziata, hanno trascorso tre settimane di vacanza nella ridente città di San Marco di Castellabate, in provincia di Salerno.

Nel mese di Agosto, in qualità di Operatrice del Servizio Civile Universale, per una settimana ho affiancato gli educatori delle Comunità Alloggio di Torre Annunziata , sostenendoli nella cura dei ragazzi, dell’organizzazione della casa, della spesa, dei pasti: insomma in tutte quelle mansioni che comporta una grande famiglia quando va in vacanza!
Questa per me si è rivelata un’esperienza unica, un’occasione di arricchimento personale e di approfondimento della conoscenza dei ragazzi che ho seguito ed aiutato durante l’anno . Lì, in mare aperto, tutti tornavano autenticamente alla loro dimensione naturale, ovvero a quella di adolescenti, divertiti e divertenti e persino i più timidi ed introversi si facevano sentire tra un tuffo e una nuotata! In un’atmosfera positiva e rilassante, che annullava le differenze fra i loro temperamenti e i propri vissuti personali, ho avuto la fortuna di diventare punto di riferimento per le loro necessità, non solo pratiche ma anche emotive. E sottolineo fortuna, poiché credo che alla luce della mia più o meno giovane età, io abbia ancora molto da imparare dalle loro storie di vita, dalle difficoltà e incidenti di percorso che precocemente li ha messi in gioco in un mondo governato dalle” regole degli adulti”. Per questo motivo è stato bello partecipare della loro spensieratezza, nel mare che annulla tutte le differenze e che ci rende tutti un po’ bambini.
Da questa esperienza inoltre ho tratto ispirazione dal lavoro compiuto dagli educatori, che con questi ragazzi CI METTONO IL CUORE e che con impegno e dedizione compiono ogni giorno un lavoro che, secondo la mia opinione, non è per tutti. Con loro ho fatto gioco di squadra, come una sorta di macchina dove ogni ingranaggio è davvero indispensabile!
In un posto chiamato San Marco, durante una sera d’agosto ho anche compiuto i miei 28 anni, in compagnia di una grande famiglia un po’ strampalata ma che affettuosamente intonava un “tanti auguri a te” attorno ad una torta al cioccolato… e credo proprio che questo bellissimo ricordo lo porterò per sempre con me!
Martina Federico, Operatrice volontaria Servizio Civile Universale progetto “Dove c’è cuore c’è famiglia” .




Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .

Davvero bello ed emozionante, queste storie ti allargano il cuore!
Di grande spessore umano e spirituale!