
FOGGIA – In un territorio in cui la povertà educativa e le fragilità sociali segnano profondamente la crescita delle nuove generazioni, nasce un progetto capace di trasformare la cultura in uno spazio di riscatto, bellezza e possibilità. I ragazzi della Casa-Famiglia “CasaGio” e i giovani dell’Oratorio del Sacro Cuore di Foggia – in collaborazione con Salesiani per il Sociale , APS Sacro Cuore e l’Associazione “Piccoli Passi Grandi Sogni” – presentano: “The Greatest Showman – Quando nasce un sogno. Il Musical”.
L’evento, che gode del patrocinio della Provincia di Foggia e del Comune di Foggia e il sostegno di Iveco Group, non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza artistica e comunitaria che mette al centro la dignità, i talenti e i desideri dei minori.
Il circo come metafora educativa
La celebre storia del “circo delle meraviglie” di Barnum, capace di accogliere le unicità e trasformarle in punti di forza, diventa la perfetta metafora del lavoro educativo che si svolge ogni giorno nella Casa-Famiglia. Un luogo in cui i ragazzi e le ragazze vengono accolti per ciò che sono e accompagnati a scoprire ciò che possono diventare. Proprio come nel musical, nella comunità educativa nessuno è fuori posto: ogni differenza si fa risorsa, ogni fragilità si trasforma in talento e ogni storia trova uno spazio in cui essere valorizzata.
Il musical è il risultato di un percorso durato mesi. I giovani partecipanti si sono messi in gioco in laboratori di recitazione, canto, ballo e scenografia, arricchiti da un laboratorio di giocoleria ed equilibrismo guidato da un’esperta professionista in arti circensi e circo sociale, Morena Ruggiero, in arte “Rukola“. Dietro ogni scena e ogni nota c’è un profondo cammino di crescita, fiducia reciproca e cooperazione.
«In un Paese che troppo spesso misura i giovani a partire dalle loro fragilità e mancanze, noi scegliamo di riconoscerli per le loro possibilità», sottolinea don Francesco Preite, presidente di Salesiani per il sociale. «Lo sguardo di Don Bosco partiva da una certezza: in ogni giovane c’è un bene da riconoscere, custodire e far crescere. Quando offriamo a un ragazzo fragile un palco, una relazione educativa e la possibilità di esprimersi, stiamo dicendo che la sua vita vale. Questo musical è un gesto concreto di fiducia e speranza, nella convinzione che nessun giovane debba essere definito dalle proprie ferite, ma accompagnato a scoprire il proprio futuro».
Info, orari e finalità benefica
Lo spettacolo, che si configura come una vera e propria serata di beneficenza a sostegno della struttura, andrà in scena:
- Data: Venerdì 29 maggio 2026
- Luogo: Teatro del Fuoco, Foggia
- Orari: Ingresso ore 20:30 | Sipario ore 21:00
- Informazioni e prenotazioni: 347 4119527
Sul palco, accanto ai ragazzi della Casa-Famiglia e dell’Oratorio, ci saranno gli educatori, le educatrici e i giovani volontari che hanno condiviso con loro questo cammino. Il ricavato della serata sarà interamente devoluto alla Comunità Alloggio CasaGio , una delle otto comunità per minori dell’APS Piccoli Passi Grandi Sogni, attiva tra la Campania e la Puglia.
Un miracolo dietro le quinte
“The Greatest Showman” dimostra che quando un giovane viene guardato davvero e accolto senza giudizio, riceve il palco ideale su cui provare a brillare. La parte più preziosa di questo progetto si è consumata proprio dietro le quinte: nelle amicizie nate, nella timidezza superata e nella fiducia che cresce. Un piccolo grande miracolo di comunità costruito passo dopo passo, sorriso dopo sorriso.
I media, la cittadinanza e le istituzioni sono invitati a partecipare per sostenere il diritto di ogni minore a crescere in un ambiente che lo valorizzi e lo renda protagonista del proprio futuro.
Per contatti e accrediti stampa:
Contatti della Comunità / Numero Info: 347 4119527

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
