24 gennaio 2024, giorno dedicato a San Francesco di Sales, ispiratore del carisma salesiano e modello di umanesimo per don Bosco, nonché Giornata Internazionale dell’Educazione.
Non poteva esserci giorno migliore per inaugurare il nascente Centro Socio-Educativo Diurno per Minori “Buona Stoffa” a Corigliano d’Otranto!

È stata una giornata ricca di emozioni, a cui ha dato il via il Convegno “EDUCAZIONE È PREVENZIONE. Strategie, Strumenti, Risorse”, moderato dalla dott.ssa Giovanna Coccioli, coordinatrice dell’Opera Salesiana di Corigliano d’Otranto.



Il convegno è iniziato con i saluti istituzionali di don Antonio Carbone, Presidente dell’APS “Piccoli Passi Grandi Sogni”, della Presidente dell’Ambito Territoriale Sociale di Maglie, Avv. Monica Gravante, della sindaca di Corigliano d’Otranto, dott.ssa Dina Manti, e del viceparroco, don Luca Matteo. Sono intervenuti poi la dott.ssa Valeria Vicanolo, Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, la dott.ssa Elisa Alemanni, Dirigente Psicologa della ASL di Lecce, e don Francesco Preite, Presidente Nazionale dell’APS “Salesiani per il Sociale”.
La dott.ssa Vicanolo, Giudice Onorario dal 2017, ha fatto un intervento molto appassionato in merito al disagio minorile, poiché per tutta la vita ha lavorato in quest’ambito essendo psicologa e psicoterapeuta. Ha molto marcato l’importanza dell’ascolto ed è molto contenta del fatto che ora gli avvocati che si occupano di minori e che arrivano alla sua attenzione hanno finalmente cominciato a parlare lo stesso linguaggio, che è quello di mettere il minore al centro.

La dott.ssa Elisa Alemanni ha illustrato, invece, le difficoltà che soprattutto gli adolescenti incontrano, legate proprio all’età tipica del cambiamento, sottolineando quanto i ragazzi a quell’età siano ancora più fragili se non accompagnati. Ha rimarcato inoltre l’importanza delle figure genitoriali e della rete educativa… laddove le figure genitoriali sono deboli per loro difficoltà e fragilità personali, entra in gioco l’importanza delle istituzioni, degli insegnanti che devono essere educatori e non solo “trasmettitori” di cultura, e delle altre agenzie educative, come gli oratori.

Infine, don Francesco Preite ha dato il taglio salesiano al Convegno parlando della Spiritualità Salesiana e del sistema pedagogico di don Bosco, il cosiddetto Sistema Preventivo, che mira all’educazione integrale della persona e che si fonda su tre pilastri: Ragione, Religione ed Amorevolezza. Anche lui ha posto l’accento sull’importanza di fare rete mettendo però il ragazzo al centro!





Attivando questo Centro Diurno cerchiamo di andare incontro ai giovani insieme ai giovani, in linea con la Mission e la Vision della nostra Opera Salesiana. Abbiamo deciso di chiamarlo “Buona Stoffa” rispondendo anche alla logica di una Economia Integrale, proposta da Papa Francesco. Siamo convinti che non esistano scarti nella società, in ogni ragazzo c’è una buona stoffa, proprio come diceva don Bosco. Nessun giovane è uno scarto, semmai una risorsa non utilizzata da rimettere in circolo facendogli scoprire il proprio valore!
Ci ha fatto piacere sentirci dire dagli ospiti e dai relatori intervenuti che hanno respirato e colto una comunità che ha scelto di offrire questo servizio… non è la decisione di un piccolo gruppo, ma di una comunità in cammino, viva, che è attenta ai bisogni dei ragazzi del territorio e cerca di rispondere secondo le proprie possibilità!
Serena Colazzo, coordinatrice ed educatrice Centro Diurno “Buona Stoffa”


Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
