
Se hai tra i 18 e i 29 anni, ti informiamo che da oggi puoi presentare la domanda d’iscrizione al Servizio Civile Nazionale, per il progetto:
“A CASA DI CHI NON HA CASA”
Con questa proposta progettuale si intende rispondere, ai disagi di un gruppo di minori, precisamente quelli accolti nelle Comunità Alloggio per minori della:
CAMPANIA
– Caserta, Comunità “Casa Pinardi”:
– Napoli, Comunità “Il Sogno”;
– Torre Annunziata, Comunità “Mamma Matilde”;
PUGLIA
– Corigliano d’Otranto (LE), Comunità “Domenico Savio”.
Sono disponibili 4 posti per ogni sede.
Per ulteriori informazioni sul progetto, consultare la scheda sintetica
Tutte le candidature vanno fatte pervenire presso l’indirizzo della sede scelta, secondo le seguenti modalità:
1) a mano preferibilmente dalla persona interessata presso l’indirizzo della sede scelta;
2) spedite via raccomandata (A/R) all’indirizzo di cui sopra;
3) tramite Posta Certificata all’indirizzo serviziocivile@pec.federazionescs.org.
La domanda, firmata dal richiedente, deve essere corredata da “Allegato1”, “Allegato 2” ed “Allegato 3”, compilati e firmati, scaricabili cliccando qui (avendo cura di scegliere i moduli in riferimento alla regione della sede di attuazione prescelta), e consegnata entro il 30 giugno 2016 ore 14:00 (non fa fede il timbro postale).
I colloqui si terranno:
– Il giorno 06 luglio 2016 alle ore 10:00 presso la sede dell’Ispettoria Salesiana Meridionale, Via Don Bosco 8 – 80141 Napoli per le domande presentate presso le sedi della Campania;
– Il giorno 11 luglio 2016 alle ore 15:00 presso la sede dell’ente Istituto Salesiano SS. Redentore – Via Martiri d’Otranto, 65 – Bari, per le domande presentate presso le sedi della Puglia
Per informazioni:
A.P.S. “Piccoli Passi Grandi Sogni” Onlus
Via Margherita di Savoia 22 -80058 Torre Annunziata
Gianmarco
Tel: 081 8624138
Email: piccolipassigrandisogni@gmail.com
Orario: dal lunedì al sabato ore 9.00 – 13.00
Via Don Bosco, 8
– 80141 Napoli
Tel: 081.7511029
Email: serviziocivile@donboscoalsud.it
Orario: dal lunedì al venerdì ore 9.30 – 13.00

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
