Le iniziative formative della “16 Agosto” continuano. Educare i nostri ragazzi, formarli perché possano affrontare gli ostacoli della vita e renderli consapevoli di quelle che sono le loro potenzialità, sono gli obiettivi principali dell’equipe, e per farlo, non viene escluso alcuno strumento.

Lo scorso mercoledì, infatti, conciliando gli impegni dei ragazzi, è stata organizzata una serata al cinema per vedere il “remake” di Dumbo attualmente disponibile nelle sale cinematografiche.
Dopo una rapida cena al sacco, ci siamo così diretti verso il multicinema più vicino, approfittando delle serate più miti, per fare una piacevole passeggiata per le vie del centro di Bari.
I ragazzi hanno molto gradito questa variazione rispetto alla solita programmazione serale, a volte un po’ standardizzata, ed hanno trovato interessante il film scelto per loro, dopo del quale è stata fatta come consuetudine una opportuna riflessione.
Ciò che ha colpito i ragazzi di questo film è il tema del riscatto. Dumbo, infatti, è una storia di riscatto, che trae forza dalle debolezze per plasmarle in un successo. Questo film d’animazione insegna i valori più puri e importanti della vita stessa: l’amore di una madre per il figlio e l’amicizia, tematiche molto care ai nostri ragazzi, i quali, hanno ritrovato un riscontro reale con quello che è il loro percorso di crescita e di rivincita da un passato difficile.
Lorenzo Ursi, Educatore Comunità “16 Agosto” di Bari

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
