Ci presentiamo.. Siamo Debora e Gabriella, le nuove volontarie del servizio civile iniziato il 5 ottobre 2015 qui a Corigliano d’Otranto. Siamo state selezionate tramite concorso ed è per noi una grande gioia ed onore svolgere il servizio nel nostro oratorio.
Ci uniamo, dunque, a Gloria, volontaria già da aprile 2015; insieme svolgiamo attività di affiancamento dei minori nel doposcuola, assistenza/presenza salesiana in cortile e le varie attività oratoriane formative, sportive e d’interesse.
Essendo i ragazzi della comunità famiglia “Domenico Savio” inseriti nel contesto oratoriano, le attività sono rivolte anche a loro; ed è proprio lo stare con loro che ci sta facendo sperimentare concretamente la massima del nostro caro Padre, Maestro e Amico don Bosco: “In ognuno di questi ragazzi, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare”.
Da anni animatrici dell’oratorio, siamo orgogliose di svolgere questo servizio a disposizione della nostra comunità, sicure che quest’esperienza sarà significativa e che arricchirà il nostro bagaglio culturale e umano.
Vi lasciamo con il titolo dei nostri progetti: “NON CI SCORAGGIAMO”,”E’ ORA DI…” con il desiderio di farli nostri per tutto l’anno di servizio.
Un saluto a tutti! Vi aspettiamo, veniteci a trovare!
Le Volontarie del Servizio Civile di Corigliano d’Otranto

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
