
Seminario nell’ambito del progetto “Dare di più a chi ha avuto di meno” selezionato da “Con i Bambini” nel’’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile
Il progetto “Dare di più a chi ha avuto di meno” selezionato da “Con I Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, intende modificare i processi di trasmissione familiare della povertà educativa e della deprivazione culturale contrastando le disuguaglianze sociali che molti ragazzi vivono e che concorrono ad accrescere le loro difficoltà nei percorsi di crescita. L’ambizione è di ridurre il fenomeno di dispersione scolastica, aumentare la fruizione di opportunità educative extra-scolastiche, nonché rendere il contesto territoriale dell’Ambito N30 educativamente più infrastrutturato.
Il programma della giornata è così suddiviso:
ore 09:15 Registrazione dei partecipanti
ore 09:30 Saluti istituzionali
Vincenzo Ascione Sindaco della Città di Torre Annunziata
ore 09:45 Interventi
Povertà educativa minorile oggi:
Nicola Anaclerio | Dirigente Ambito N30
Francesca Napoletano | Psicologa, Psicoterapeuta ed Esperta in processi formativi, Prof.ssa Università Pontificia Salesiana
Antonio Carbone | Salesiano – Assistente Sociale
Lavori in rete:
Scuola e Territorio
Antonella D’Urzo | Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo “G.Leopardi”
Chiesa e Territorio
Antonio Loffredo | Parroco della Basilica di S. Maria della Sanità
Diritto Minorile
Mario Covelli | Presidente Associazione Forense Camera Penale Minorile
Mariano Menna | Ordinario Procedura Penale Università della Campania “Vanvitelli”
Progetto “Dare di più a chi ha avuto di meno”
Andrea Sebastiani | Salesiani Per Il Sociale – Resposanbile Nazionale Progetto
Modera
Giovanna Salvati | Giornalista
ore 13:00 Firma del contratto educativo Locale con tutti gli enti aderenti
Per il Convegno è stato richiesto l’accreditamento all’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania con ID : 37926
Qui è possibile scaricare il programma digitale dell’evento.
DOWNLOAD PROGRAMMA
Per iscriversi, basta compilare il modulo e cliccare su invia (clicca qui)
Le iscrizioni devono pervenire entro il 29 Febbraio 2020

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
