ALLEANZA – pace tra i popoli
Come ogni anno, anche questo autunno, il Centro Culturale San Paolo odv.ets, insieme agli ex allievi di don Bosco “Figlie di Maria Ausiliatrice” di San Girolamo (Bari), hanno iniziato un percorso formativo attraverso il “Cineforum” con gli ospiti della comunità educativa “16 Agosto”.

Il Cineforum prevede un ciclo di 5 Film dal tema “L’Alleanza”. E’ stato scelto questo tema per sensibilizzare e riflettere con i ragazzi sul momento difficile della nostra storia, segnato da guerre come quella tra Russia e Ucraina, ma non solo. Ci sono conflitti o situazioni di crisi in tutto il mondo, che potrebbero evolversi in futuro. Anche i rapporti interpersonali sono quasi sempre in continuo conflitto, forse perché siamo diventati più vulnerabili più fragili.

La serata inizia sempre con una cena in condivisione, un motivo bello per conoscersi e fare amicizia. Dopo la cena, è il momento del film, dopo una piccola introduzione per spiegarne i contenuti. La prima proiezione ha riguardato il film “Il sole dentro” del regista Paolo Bianchini.
Dopo il film, si è aperto, come sempre un bel momento di condivisione e di confronto vivace, un dibattito interessante, che ha convinto tutti, gli stessi ragazzi e noi educatori che il cinema può essere sempre un veicolo di bellezza, sensibilità e condivisione. In questo ciclo di film avremo modo di dibattere e riflettere sul senso della pace sia quella interiore che tra i popoli.
Questi gli altri titoli proposti:
Mi chiamano Radio (Usa 2003) di Michael Tollin
L’ospite inatteso (USA 2007) di Tom Mc Carthy
Quando sei nato non puoi nasconderti (Italia 2005) di Marco Tullio Giordana Welcome (Francia 2009) di Philippe Lionet



Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
