Ali è un giovane bengalese musulmano ospite della comunità alloggio Casa Pinardi.
A qualche settimana dalla strage in Bangladesh e dalla fine del Ramadan*, ci racconta come è stato per lui – lontano dalla famiglia – affrontare questo mese di riflessione e di preghiera, che si è così trasformato in un mese di ricordi e nostalgia.
*RAMADAN è il mese in cui i musulmani praticano il digiuno, rispettando uno dei cinque pilastri della religione Islamica; è un momento di autodisclipina, riflessione e grande manifestazione di fede.
Ed. Assunta Russo
“ Anche in Bangladesh ho sempre fatto il Ramadan;
quando dovevo pregare andavo in Moschea e pregavo cinque volte a giorno.
Davo un mano a mia madre che cucinava tante cose e poi andavo da mio padre nel suo negozio.
Io e la mia famiglia stavamo tutto il giorno digiuni, per poi mangiare alle 20.30 e alle 2.30 di notte.
È tradizione che quando il Ramadan finisce, facciano una grande festa, dove io ricevo dei regali dai miei genitori e dalle mie sorelle , e poi io ne faccio a loro.
Quest’anno ho fatto il Ramadan lontano dalla mia famiglia: ho cucinato da solo, ho pregato da solo e la moschea non era quella della mia città.
Un pò è stato più facile perchè qui a Caserta studio e non faccio cose “pesanti” ma è stato difficilissimo perchè ero da solo.
Non ho fatto regali alla mia famiglia ma ho dato qualcosa agli operatori che sono con me tutti i giorni perchè ora sono un pò loro la mia famiglia.”
Ali


Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
