
4 NOVEMBRE 2019
DAL 1929
90 ANNI DI PRESENZA SALESIANA
A TORRE ANNUNZIATA
Focus sulla povertà educativa e le sue sfaccettature, ma anche sulle strade di emancipazione possibile nel Convegno “Educare gli adolescenti oggi: nuove sfide ed opportunità” dedicato a tutti gli operatori del sociale e dell’educazione, promosso e organizzato nei 90 anni di presenza salesiana a Torre Annunziata lunedì 4 Novembre, ai Salesiani di Torre Annunziata in via Margherita di Savoia,22.
Al centro della giornata la marginalità come sfida di riscatto e di responsabilità, in un’epoca in cui la povertà educativa degli adolescenti rappresenta il problema probabilmente più grave e silenzioso dell’Italia di oggi. Il tema sarà declinato in alcune delle sue innumerevoli sfaccettature. Le risposte educative e formative che sono in atto e si avvieranno, sono un tenativo che i salesiani, con consolidate e nuove alleanze educative e in ascolto e in dialogo con il mondo istituzionale della scuola, delle famiglie, degli studenti e della società civile vogliono offrire.
Il programma della giornata è così suddiviso:
ore 10.00 Registrazione dei partecipanti
ore 10.30 Saluti
Lucia Fortini Assessore Regionale all’Istruzione ed alle Politiche giovanili e sociali
Vincenzo Ascione Sindaco della Città di Torre Annunziata
Patrizia Esposito Presidente Tribunale per i Minorenni di Napoli
ore 11.00 Interventi
Le Sfide del Territorio
Tonino Palmese Salesiano Presidente Fondazione Polis
Le opportunità
Oratorio
Fabio Bellino Salesiano Direttore Centro don Bosco di Napoli
Scuola di Comunità “Facciamo Squadra”
Ciro Avallone Coordinatore progetto
Centro diurno
Cecilia Corrias Assistente sociale centro diurno borgo ragazzi don Bosco
Laboratorio di pizzeria
Antonio Franco Presidente Associazione Scugnizzi
ore 12.45 Conclusioni
Nicola Anaclerio Dirigente Ambito N30
Modera
Antonio Carbone Salesiano Assistente Sociale
Per il Convegno è stato richiesto l’accreditamento all’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania con ID : 35756
Qui è possibile scaricare il programma digitale dell’evento.
DOWNLOAD PROGRAMMA
Per iscriversi, basta compilare il modulo e cliccare su invia (clicca qui)
Le iscrizioni devono pervenire entro il 01 Novembre 2019

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
