
Descrizione
Il progetto mira a favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro, sostenendo le famiglie con minori attraverso voucher per servizi di cura. L’avviso prevede due linee di intervento: babysitteraggio per bambini 0-36 mesi e servizi socio-educativi delle ludoteche per bambini 3-12 anni. Il progetto rientra nelle “Misure di conciliazione famiglia-lavoro” della Regione Campania, finanziate dal PR Campania FSE+ 2021-2027.
Obiettivi
- Favorire la conciliazione dei tempi di vita, lavoro e cura familiare.
- Sostenere i genitori con minori che incontrano difficoltà nella gestione familiare e lavorativa.
- Offrire servizi di cura per la prima infanzia e servizi socio-educativi.
- Rafforzare le politiche di welfare e di sostegno all’occupazione femminile.
Destinatari
Le famiglie con bambini da 0 a 12 anni residenti o domiciliate nell’Ambito Territoriale N30.
In particolare:
- Linea A – Babysitteraggio: bambini da 0 a 36 mesi, con 40 famiglie beneficiarie, fino a 36 voucher per famiglia.
- Linea B – Ludoteca: bambini da 3 a 12 anni, con 20 famiglie beneficiarie, fino a 19 voucher per famiglia.
Tra i criteri utilizzati per la graduatoria rientrano la situazione familiare, la condizione lavorativa della madre, la presenza di altri figli minori, eventuali disabilità o situazioni di disagio e il valore ISEE.
Partner
L’ATS “DonneN30 e Lavoro” è composta da:
- ETS Pride Vesuvio APS, capofila e mandatario;
- Ambito Territoriale N30;
- Job Link Srl;
- ETS Piccoli Passi Grandi Sogni APS;
- UCI Campania.
Per la Linea B, il servizio di ludoteca viene erogato presso la struttura accreditata “Casa Valdocco – Centro Diurno per Minori”, gestita da Piccoli Passi Grandi Sogni APS.
Durata
I servizi sono previsti:
- Linea A – Babysitteraggio: dal 15 dicembre 2025 al 31 gennaio 2027, per un massimo di 36 giorni/voucher per famiglia.
- Linea B – Ludoteca: dal 24 novembre 2025 al 31 gennaio 2027, per un massimo di 19 giorni/voucher per famiglia.
Luoghi
Il progetto interessa i Comuni dell’Ambito Territoriale N30:
- Torre Annunziata
- Boscoreale
- Boscotrecase
- Trecase
Per la Linea B, il servizio viene svolto presso Casa Valdocco – Centro Diurno per Minori. Lo sportello informativo per le famiglie è presso la sede di Piccoli Passi Grandi Sogni APS, Via Margherita di Savoia 22.

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
