Vietri Experience
Il progetto intende rafforzare a Vietri sul Mare un Presidio Educativo Formativo presso la struttura dei Salesiani (ex Villa Carosino ), tramite percorsi di potenziamento di competenze e life skills, che fanno leva sull’interconnessione tra territorio, relazione educativa e formazione esperienziale. Si vuole integrare un luogo fisico con attività dislocate sulla costiera amalfitana per coinvolgere in modo capillare anche i luoghi geograficamente più difficili da raggiunge.

BENEFICIARI
• ragazze e ragazzi dai 11 ai 17 anni individuate tra quelli con un basso status socioeconomico, con difficoltà cognitive e socio-relazionali, con un basso rendimento scolastico; con percorsi formativi irregolari; con scarsa motivazione; con uno scarso orientamento o un orientamento sbagliato.
• genitori
• operatori e volontari dei partner territoriali partecipano alle attività vita di progettazione.
ATTIVITÀ
STARTUP INIZIATIVA : Individuazione del team di Comunicazione e Fundraising, formazione iniziale e l’accompagnamento continuativo di peer educators volontari che affiancheranno gli operatori nel progetto e si costituiranno al termine in associazione.
PRESIDI EDUCATIVI : Catalogo di laboratori educativi didattici per ampliare le opportunità del tempo libero
LABORATORI DI MESTIERE : I Laboratori(Turistico e Ciclo officina) permetteranno di acquisire le competenze professionali di base. La strategia formativa si basa sull’insegnamento del “maestro” che, supportato dall’educatore, investe sulla loro crescita, senza risparmiare fatiche, anzi sollecitandone l’interesse e l’impegno.
FAMILY EXPIERENCE : Il Centro sarà un luogo informale, accogliente, dove le famiglie avranno opportunità di incontrarsi, conoscersi e far crescere nuove amicizie, solidarietà,reciprocità e benessere. Le attività proposte intendono vedere questi come protagonisti con l’aiuto degli operatori, dei volontari e di tutta la comunità stessa.
COMMUNITY EXPIERENCE : Attività per la promozione delle alleanze educative sul territorio attraverso iniziative di formazione e informazione, Un laboratorio di partecipazione ad alto impatto sociale, articolato in attività(Camminate di quartiere workshop tavoli di lavoro) che coinvolgono tutti coloro che “abitano” la costiera.
OBIETTIVI
Aumentare e migliorare l’accesso di ragazzi e ra- gazze dai 11 ai 17 anni a opportunità formative e ambienti educativi di qualità;
Rafforzare (e recuperare) le capabilities cogniti- ve e “non cognitive”, in integrazione con l’alleanza educativa scuole-famiglie-territori.

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
