Facciamo Squadra
” Facciamo Squadra ” si inserisce nel programma P.O.R. Campania FSE 2014/2020 della Regione Campania a valere sull’Avviso Pubblico – Scuola di Comunità.
L’iniziativa si pone l’obiettivo di realizzare nel territorio di Torre Annunziata e Boscotrecase un modello di Scuola diffusa con attività avviate nel contesto scolastico e proseguite al suo esterno, facendo leva sull’educazione formale, informale ed a quella non formale, in modo da raggiungere i destinatari ( i minori dai 6 a i 17 anni) nell’ottica della comunità educante.
Il progetto è inteso come insieme di servizi da offrire a preadolescenti ed adolescenti in un’ottica di prevenzione sul disagio giovanile: in questa prospettiva i soggetti della rete territoriale opereranno attraverso azioni integrate volte a favorire interventi e strategie innovative per rispondere alle esigenze della popolazione giovanile del territorio, promuovendo lo sviluppo complessivo della persona.
L’obiettivo strategico della proposta progettuale è quello di provocare ricadute sui diversi aspetti che impattano sulla scarsa partecipazione giovanile al contesto territoriale. Le attività di programmazione strategica del progetto sono gestiste attraverso l’istituzione di un Comitato Strategico di progetto, composto dalla squadra dei rappresentanti di ogni partner.

L’Associazione Piccoli Passi Grandi Sogni, che da più di 10 anni si muove per rispondere alle nuove povertà educative di oggi, riveste il ruolo capofila di progetto e assume il ruolo di Responsabile e Coordinatore di progetto con il compito di supervisionare la programmazione esecutiva, il monitoraggio e valutazione, di compartecipare alla definizione del protocollo operativo per il riconoscimento dei crediti formativi degli adolescenti coinvolti nei laboratori, di supportare gli istituti scolastici nella definizione dei tutor e di organizzare i laboratori extrascolastici, di sviluppare l’animazione territoriale.
Gli istituti scolastici collaborano con il capofila alla governance dell’intero progetto attraverso un comitato di gestione e controllo di cui fanno parte i dirigenti scolastici e i rappresentanti dei soggetti partner e degli enti locali e pubblici.
OBIETTIVI
Apporto di competenze specialistiche per il proprio ambito
Attività di comunicazioni interne anche tramite la rete informatica
Attuazione degli interventi rivolti al personale docente, agli alunni, alle famiglie
La selezione dei destinatari degli interventi;
La raccolta dei dati per il monitoraggio e la valutazione periodica di quanto programmato, condividendo, se necessario, la ripianificazione delle attività.

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
