Con l’evento natalizio di Dicembre, chiamato “La Comunità in comunità”, la comunità educativa Francesco Convertini di Cisternino ha iniziato una serie di iniziative che vedrà i ragazzi protagonisti di un processo di maggiore inserimento nel territorio cistranese e nel contesto urbano e sociale più ampio.
Durante le feste natalizie, i ragazzi hanno realizzato delle lanterne, un simbolo di speranza e di buon auspicio di una vita segnata dalla luce del cambiamento. I fondi che sono stati raccolti, grazie alla generosità delle offerte ricevute, sono serviti all’acquisto di un personal computer necessario per favorire lo studio e lo svago dei ragazzi presenti in casa. Inoltre, sono stati realizzati dépliants informativi della Comunità, una delle case gestite dall’Associazione “Piccoli Passi Grandi Sogni Onlus”, che i ragazzi hanno distribuito ai passanti per far conoscere la nostra realtà. Durante la serata, i componenti dell’Associazione culturale “Waveahead” di Monopoli, hanno intonato brani di Natale e non, intrattenendo i bambini presenti con trucchi e sculture di palloncini.
Il 18 gennaio, a tal proposito, significativa è stata la visita dell’europarlamentare dott.ssa Elena Gentile che ha voluto conoscere la realtà salesiana di Cisternino e, in particolare, della Comunità educativa.
Ci si è resi conto che la realtà della nostra comunità educativa non era conosciuta dalla gran parte delle persone e, quanto è importante, allo stesso tempo, che i ragazzi non si sentano soli nel loro percorso di crescita, ma che si sentano sostenuti ed incoraggiati. Il fine è anche quello di favorire un lavoro di rete tra le diverse agenzie educative ed enti istituzionali presenti sul territorio. I nostri ragazzi sono impegnati nello studio e nella formazione professionale, nelle attività di volontariato, sportive e ludiche. Si spera di poterli inserire nel mondo del lavoro, quale strumento fondamentale per formare una solida identità personale e poter credere in possibili, nuove e sane condotte. Diventa, pertanto, indispensabile creare un punto di convergenza delle diverse risorse che ogni ente o istituzione possiede e la Comunità si prefigge di diventare un faro che attiri a sé l’attenzione e che si faccia promotore di iniziative e progetti formativi ed educativi.

I ragazzi hanno avuto modo di confrontarsi con le linee politiche dell’Unione Europea, in merito ai problemi che affliggono la Puglia, tra cui l’inquinamento, la xilella e la mancanza di lavoro.
Ora, nel cantiere Work in progress della Comunità, sono in elaborazione progetti che riguardano la formazione di operatori locali, campagne contro gli sprechi alimentari e convenzioni con aziende del settore, cineforum e spettacoli incentrati sui temi sociali che, più che mai, coinvolgono fortemente i nostri giovani.
Angelo Cassano, Responsabile ed educatore comunità educativa “Francesco Convertini”.

Dalla festa di don Bosco, la Casa canonica è diventata casa di accoglienza per tre giovani migranti. Succede a Torre Annunziata e la canonica in questione è quella della parrocchia Santa Maria del Carmelo, affidata ai salesiani presenti nella città oplontina fin dal 1929 e divenuti, nel corso degli anni, un punto di riferimento significativo per tantissimi giovani della città e per tutto l’ambiente cittadino, dal punto di vista spirituale, ma anche civile e sociale. Quest’idea è nata nel settembre 2015, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco: “Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario ospiti una famiglia”. Da queste parole, abbiamo trovato l’ispirazione per il nostro progetto. Vogliamo rispondere concretamente all’appello del Papa, in continuità con quanto già cerchiamo di fare quotidianamente: accogliere gli ultimi, fare attenzione alla marginalità attraverso l’oratorio e la casa famiglia. Qui in parrocchia avevamo la casa canonica disabitata, e quindi abbiamo pensato di arredarla per aprirla a chi ha bisogno. Così l’abbiamo ribattezzata “Casa del Carmelo” ed é iniziata quest’avventura. Insieme alla comunità parrocchiale, abbiamo voluto rispondere fattivamente. Proprio la reazione dei parrocchiani ci ha un po’ stupito, non ci aspettavo tanta generosità. All’inizio eravamo un po’ scettici, ci sembrava un obiettivo troppo difficile da realizzare. Quando abbiamo deciso di usare la casa canonica per ospitare chi ha necessità, c’era l’urgenza di fare dei piccoli lavori nell’abitazione e arredare l’appartamento. Ora incredibilmente siamo in una situazione per la quale abbiamo più mobili dello stretto necessario, le persone hanno risposto con immenso altruismo. Siamo un territorio dotato di grande spirito di accoglienza. Ad oggi non sappiamo per quanto tempo si fermeranno i tre ragazzi. L’alloggio non è certamente pensato come una dimora fissa, ma come luogo per rispondere in modo immediato almeno ai bisogni primari o di chi è stato costretto a lasciare il proprio paese o magari a ragazzi a rischio, che divenuti maggiorenni, non possono più stare in Casa famiglia e non hanno ancora un posto dove andare. Siamo molto contenti di poter dire, che grazie al nostro aiuto, i tre ragazzi accolti, hanno già iniziato a lavorare presso alcuni ristoranti locali. Questo permette loro di cominciare a integrarsi nel nostro territorio. Una storia inizia con don Bosco e che continua .
